Banche vs FinTech
December 16, 2016

Banche vs FinTech

Chi desidera sapere cosa si intende per FinTech scoprirà presto che non esiste una definizione univoca. Tutte le definizioni spiegano che FinTech è un’abbreviazione di tecnofinanza, ovvero financial technology in inglese, termine con cui si indica la connessione tra servizi finanziari e la tecnologia d’informazione.

Il termine FinTech definisce, quindi, il settore in cui vengono offerti servizi finanziari attraverso i mezzi della tecnologia digitale. Ma questo cosa significa esattamente e come bisogna interpretare la parola digitale in questo contesto?

Cercando di essere più specifici, le definizioni diventano ambigue. Utilizzando la terminologia comune, con FinTech ci si riferisce a tutte quelle imprese che sfruttano le tecnologie digitali per offrire servizi e prodotti finanziari innovativi. Esse offrono servizi in modo semplice, veloce, trasparente, facilmente fruibile rivolgendosi ad un pubblico internazionale.

La digitalizzazione come nuova sfida

Di cosa parliamo esattamente? Cerchiamo di fare chiarezza ed analizziamo il termine in modo sistematico. La diffusione di internet ha portato ad un’esigenza sempre maggiore di sistemi di pagamento agevoli e il più possibile adatti alla modalità di acquisto online.

Inizialmente per le transazioni online con carte di credito non erano provviste di meccanismi di sicurezza, dunque verso la fine degli anni 90 si è sviluppato il primo servizio online che permetteva il pagamanto tramite email. Nacque così Paypal, la prima impresa FinTech. Attraverso la tecnologia sviluppata da Paypal era possibile inoltre partecipare ad aste online e quindi avere la possibilità di fare acquisti oltre ai propri confini geografici accedendo ad un mercato internazionale con costi di transazione inferiori. Questa fu la prima rivoluzione nel mondo dei servizi finanziari online. Oggigiorno Paypal è una realtà concreta e consolidata ed ha ottenuto una licenza bancaria che le permette di essere leader nel mercato dei pagamenti online.

Paypal nel tempo è riuscita ad adattare il suo prodotto alle esigenze dei propri clienti ottenendo un grande successo. La spinta propulsiva del FinTech sembra essere, infatti, il desiderio di orientarsi al cliente rispondendo in modo veloce ed efficiente a tutti i suoi bisogni. Non c’è da stupirsi che la maggior parte dei FinTech siano stati fondati in un periodo in cui le persone iniziavano a perdere fiducia nelle banche tradizionali ed abbiano quindi iniziato a cercare soluzione innovative che soddisfacessero le loro esigenze in questi termini.

Le banche, nonostante abbiano implementato i loro sistemi informatici già negli anni 80, non sono riuscite a restare al passo con i tempi e a modernizzare i loro sistemi. Negli anni in cui internet diventava accessibile a tutti e nasceva la possibilità di utilizzare questo nuovo strumento per migliorare i servizi offerti, le banche non sono riuscite a recepire le esigenze dei propri clienti.

Gli istituti finanziari tradizionali, ovviamente, stanno facendo progressi, ma il gap tecnologico da colmare è ancora molto ampio soprattutto se confrontato con i servizi offerti dai provider FinTech.

Le banche soprattutto in Italia tendono ancora a preferire i sistemi tradizionali, i quasi 3000 sportelli bancari sul territorio italiano ne sono una riprova. Molte delle operazioni bancarie devono ancora essere svolte “di persona” e anche il semplice invio di un ordine alla propria banca tramite email spesso risulta essere ancora problematico. Al posto di un servizio orientato al cliente le banche sembrano essere ancora legate al passato e voler rimanere conservatrici.

Uno dei vantaggi principali delle imprese FinTech è che riescono ad implementare i propri sistemi garantendo i migliori standard di servizio. Questo favorisce innovazioni all’avanguardia. Ormai è possibile svolgere tutte le attività inerenti alla finanza personale tramite smartphone e i contanti possono essere ritirati o depositati anche alla cassa del supermercato.

FinTech per salvare le PMI?
Da quando la crisi finanziaria ha colpito le banche di tutto il mondo, queste hanno ridotto drasticamente la quantità di finanziamenti erogati alle PMI. Questo ha fornito lo spunto per lo sviluppo di piattaforme di finanziamento, che riescono a collegare le esigenze di finanziamenti da parte delle aziende con l’esigenza degli investitori di allocare il proprio capitale in un momento i cui i tassi di interesse sono estremamente bassi.

Per gli investitori questa è un’ottima occasione per diversificare e trovare nuove opportunità di investimento e per le PMI è un ottimo, spesso l’unico, modo di ottenere un prestito. Inizialmente il Fintech si rivolgeva solo ai privati erogando ai prestiti personali, ma da alcuni anni ci sono anche FinTech specializzati nell’erogazione di finanziamenti alle PMI. In seguito alla crisi finanziaria le aziende, soprattutto le più piccole, hanno dovuto affrontare tempi duri.

Da una parte, le banche si sono ritrovate nei loro attivi molti crediti in sofferenza o scaduti e hanno ridotto i finanziamenti alle PMI trovando nuovi modi più sicuri e redditizi per investire il loro denaro. Dall’altra parte, gli sforzi della BCE per far fronte alla crisi non hanno portato i risultati sperati.

La politica monetaria espansiva della BCE attuata attraverso una riduzione dei tassi di riferimento e la promessa di non aumento in futuro non è riuscita a riversarsi sull’economia reale. Le banche, pur ottenendo finanziamenti a tassi vicini allo zero e avendo tassi negativi sui depositi continuano ad essere reticenti nel prestare denaro alle PMI. Questo è facilmente osservabile in Italia dove il numero di finanziamenti erogati, rispetto alle media europea è nettamente più basso.

Le banche italiane sono in un periodo di crisi e sono spaventate, ma senza accesso al capitale da parte delle aziende risulta impossibile rilanciare l’economia e le attività produttive.

Le imprese FinTech si sono posizionate in quella parte di mercato lasciato libero dalle banche. Hanno assunto funzioni che precedentemente erano riservate esclusivamente alle istituzioni finanziarie tradizionali. Le modalità operative sono varie: talvolta i fornitori FinTech lavorano con le banche, talvolta hanno licenze proprie e capitali con cui riescono ad operare in modo completamente indipendente. Le imprese FinTech riescono ad automatizzare processi che sono ancora troppo lunghi e inefficienti da parte delle banche. Questo, combinato ad una forte specializzazione sul prodotto, permette una maggiore efficienza.

I FinTech investono la maggior parte delle loro risorse nello sviluppo di tecnologie proprie, e così facendo si assicurano un vantaggio competitivo rispetto alle banche tradizionali, in termini di tecnologie e progresso. Alle banche tradizionali resta un ampio vantaggio in termini di numero di clienti, ma anche da questo punto di vista le cose stanno cambiando. Una fetta sempre crescente della clientela infatti si sta spostando verso le nuove offerte digitali.

Le banche stanno iniziando a prendere coscienza del pericolo rappresentato dal mondo del FinTech e pertanto ad agire verso il cambiamento digitale.